Copenaghen

Via il vertice

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E' partito ufficialmente il vertice storico che per due settimane vedrà i rappresentanti di 192 paesi al capezzale del clima. A 'suonare la campanella' il segretario generale della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici, Yvo de Boer, il primo ministro danese Lars Loekke Rasmussen, il sindaco di Copenaghen Ritt Bjerregard e il presidente del Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc), Rajendra Pachauri. Un summit che vede per la prima volta la presenza di 103 tra premier e capi di stato.

Usa, India e Cina insieme a Brasile e Sudafrica saranno i protagonisti di queste due settimane. Di estrema rilevanza la presenza del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha annunciato la sua partecipazione alla chiusura dei lavori, quando si prenderanno le decisioni finali.

La Cina si concentra sul trasferimento di risorse e tecnologia

La Cina, ritenendosi un Paese ''in via di sviluppo'', rifiuta di fissare obiettivi precisi e vincolanti per la riduzione delle emissioni, che vengono invece richiesti ai Paesi industrializzati. Ciononostante Pechino, che sara' rappresentata dal premier Wen Jiabao al vertice sul clima di Copenaghen, appare determinata a ridurre le emissioni. ''. Non bisogna permettere a questa polemica poveri-ricchi - scrive in un editoriale il quotidiano China Daily - di impedire che due settimane di colloqui di Copenaghen sfocino in un nuovo accordo globale sul clima che succeda nel 2013 al protocollo di Kyoto''. Nell' intervista, Wan sostiene tra l' altro che l' obiettivo della conferenza internazionale che si apre oggi nella capitale della Danimarca deve essere quello di ''stabilire un quadro di riferimento per il trasferimento di risorse e tecnologia...piuttosto che bloccarsi sulle cifre''.

"Uno sviluppo solidale"

A poche ora dal via a uno dei più attesi vertici sul clima arrivano le parole di esortazione del Papa sulla necessità di "uno sviluppo solidale", soprattutto a favore delle future generazioni, e quelle del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon che si è detto ottimista sugli esiti del vertice e sulla possibilità di un accordo sottoscritto da tutti gli stati membri, sembrano rappresentare non solo un augurio formale: l'annuncio di ieri della presenza di Barack Obama alla sessione finale del vertice, quella in cui sarà necessario stringere concretamente sugli accordi, ha fatto alzare le quotazioni di una conclusione positiva. 'L'appello di Benedetto XVI alla vigilia della Conferenza di Copenhagen ha centrato un aspetto fondamentale dell'impegno per il clima e per l'ambiente: la sua dimensione etica" ha affermato il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, sottolineando come il Pontefice abbia collegato i due temi chiave dell'appuntamento Onu: il rispetto per la natura e l'esigenza di uno sviluppo solidale".

Ban Ki-moon alza i toni dei questo summit, sostenendo che tutti i governi del mondo sono d'accordo sul fatto che la temperatura media del pianeta non deve aumentare di oltre due gradi

Che al fondo delle intenzioni dei governi vi sia una reale unità di intenti il segretario generale dell'Onu ne è convinto. Così come è convinto che il summit di Copenaghen si concluderà con "un accordo firmato da tutti gli stati" membri dell'Onu: "Sono molto ottimista su Copenaghen. Raggiungeremo un accordo e credo che sarà sottoscritto da tutti i paesi dell'Onu e che sarà storico", ha detto aggiungendo di ritenere che "tutti i capi di stato e di governo sono d'accordo sull'obiettivo di combattere il riscaldamento del clima".

Fonte: ANSA 07/12/2009

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