Bogotá (Santa Fè de Bogotá fino al 1819): è la capitale della Colombia e del dipartimento di Cundinamarca. Si trova ad un’altezza di 2640 metri sul livello del mare, in un vasto e fertile altopiano di una delle tre catene di montagne parallele che appartengono alla Cordigliera delle Ande.
Attualmente, la città è divisa in 20 quartieri, contando all’incirca 8 milioni di abitanti; sede dei principali palazzi governativi, la Bogotá di oggi è una città modernissima, rivoluzionata dal progetto Transmilenio che ha trasformato radicalmente non solo il traffico, ma anche l’urbanizzazione della città. Immancabile una visita nel quartiere della Candelaria, unico coloniale, con stupende case e piccoli colorati locali e Rumba houses. Ospita più di 50 musei -tra cui quello dell’Oro e quello dedicato a Botero- ed offre un’ampia gamma di eventi culturali rinomati e di prestigio, come l’Artbo, fiera internazionale di arte che si svolge ogni anno ad ottobre. La città ospita infine il Maloka, centro interattivo della scienza e della tecnica, forse il più importante del Sud America.
Tra gli eventi di maggiore risalto, inoltre, il Festival Iberoamericano di Teatro, che si celebra ogni due anni e riunisce numerosi artisti e compagnie teatrali provenienti dalla Spagna e da molti Paesi dell’America Latina.
La Cattedrale del sale: si trova a Zipaquirá, cittadina del dipartimento di Cundinamarca, a 49 km a nord di Bogotá. È una chiesa sotterranea che fa parte del complesso culturale Parco del Sale, uno spazio a tema dedicato all’ingegneria mineraria, alla geologia e ai beni naturali. Nel 2007 è stata eletta la prima Meraviglia di Colombia e proposta come una delle Sette meraviglie del mondo moderno. E’ uno dei santuari cattolici più celebri della Colombia.
La Laguna de Guatavita: a 50 Km a nord-est di Bogotá, fu creata da una gigantesca meteora caduta circa 2000 anni fa, che lasciò una grande depressione circolare simile ad un cratere vulcanico. Per gli indios, la meteora simbolizzava l’arrivo di un dio d’oro che da allora in avanti sarebbe vissuto in fondo al lago; la laguna divenne così luogo di culto, dove venivano portati in offerta oro, smeraldi e cibo per propiziare il dio. Quando gli spagnoli videro gettare l’oro nelle sue acque, credettero di poter recuperare immense ricchezze dal suo fondo, legando indissolubilmente il lago alla leggenda dell’Eldorado ed avviando numerosi tentativi di recupero dei preziosi dal fondale.
Medellin: seconda città della Colombia, è un importante centro commerciale ed industriale, posto a 1475 metri d’altitudine, adagiata tra montagne e colline che assicurano viste mozzafiato da qualunque lato ci si ponga ad osservare il paesaggio circostante. Per le sue temperature miti durante tutto l’anno, Medellin è conosciuta anche come “la città della primavera”.
Per gli amanti dell’arte, Medellin ospita il Museo Antioquia, il secondo museo più antico della Colombia, che raccoglie molte opere di età precolombiana, coloniale e moderna ed ospita inoltre una recente donazione di Botero, originario di qui. Tuttavia, è sicuramente la Fiera de las Flores la sua attrattiva principale; questa fiera, che dura una settimana ad inizio agosto, prevede il Desfile de Silleteros, durante il quale fino a 400 campesinos (contadini) scendono dalle montagne e sfilano lungo le vie cittadine portando fiori sulle spalle.
Santa Marta: la più antica cittù coloniale ancora esistente della Colombia, fondata sul mare nelle vicinanze di Cartagena, offre l’incomparabile spettacolo della Quinta di San Pedro Alejandrino, la hacienda dove morì Simon Bolivar nel dicembre del 1830.
Santa Marta conserva gioielli dell’architettura coloniale ineguagliabili, ma soprattutto, nel Museo dell’Oro, espone una collezione di manufatti dei tayrona -gli ex abitanti della zona, annientati verso la fine del XVI sec-, degli indios kogi e arhuaco. Ha, infine, una delle più belle baie dell’America del Sud: la Playa Grande, a nord-ovest del piccolo villaggio di Taganga.
La Ciudad Perdida dei Tayrona: all’interno del Parque Nacional Tayrona, sul versante settentrionale della Sierra Nevada de Santa Marta, gli indios Tayrona costruirono una città chiamata Teyuna nella lingua indigena. Estesa su un’area di 2 Kmq, ha all’interno costruzioni risalenti al VII secolo; con l’annientamento del popolo dei Tayrona da parte dei conquistadores spagnoli, anche la città fu sepolta dalla vegetazione tropicale. Alcuni guaqueros (cacciatori di tesori) la ritrovarono nel 1975 e fu protetta dal governo con l’invio di alcuni archeologici. Se le vecchie case di legno dei Tayrona non sono ovviamente più presenti, molte tuttavia sono le fondamenta in pietra delle loro costruzioni, oltre a circa 150 terrazze e muri di pietra ideati per far scivolare sulle pareti l’acqua -proteggendo così la città dall’allagamento- che spuntavo tra la selvaggia vegetazione.
Baranquilla: quarta città della Colombia per dimensioni, è un colosso dell’industria, fondata nel 1629. Agli inizi del XX secolo era uno dei porti più importanti del Paese, per via della sua posizione strategica, lungo la principale arteria fluviale della Colombia, il fiume Magdalena.
Qui si tiene una delle più grandi ed affascinanti ferias di tutta la Nazione: il Carnevale. Questa festa che precede il Mercoledi delle Ceneri paralizza letteralmente per quattro giorni l’attività della città; secondo il programma ufficiale, si parte il Sabato con la Batalla de Flores, una sfilata di carri allegorici, per poi proseguire la Domenica con la Gran Parada, in cui migliaia di persone si riversano in costume per le vie cittadine. Il lunedi si svolge invece il Festival de Orquestas, una maratona concertistica di gruppi musicali caraibici, mentre la feria termina il martedi con il funerale simbolico di Joselito Carnaval. Oltre al programma ufficiale, sono da aggiungere le numerosissime feste che si svolgono in contemporanea, galvanizzate dal largo consumo di alcolici.
Cartagena: fondata nel 1533, è la città storica per eccellenza, la più bella della Colombia, dichiarata dall’Unesco Patrimonio Storico Culturale dell’Umanità. Situata in un punto strategico, è circondata da alte mura (Las Murallas), costruite per difendere la città e i galeoni spagnoli carichi di oro dagli attacchi dei pirati e corsari e rimaste miracolosamente intatte a testimonianza dell’importanza della città nella storia del nuovo continente. Qui si trovano stupende spiagge tra cui Bocachica, Punta Barù, Punta Canoas e Tierrabomba, oltre, naturalmente, alle Islas del Rosario, area dichiarata parco nazionale col nome di Corales del Rosario.
Cali: è il capoluogo della Valle del Cauca. Fondata nel 1536, è conosciuta come Capitale della salsa, oltre ad essere la terza città per grandezza della Colombia. Se Bogotá è perennemente fredda e a Medellin è invece sempre primavera, qui c’è un clima caldo ed umido tutto l’anno. Leggendaria è la bellezza delle donne di Cali, derivante dal mescuglio di geni africani, europei ed indigeni essendo stata la città -già densamente popolata da indigeni- luogo, dopo la sua fondazione, di una massiccia deportazione di schiavi dall’Africa e dell’arrivo di molti europei.
Popayan: capoluogo del dipartimento del Cauca, fu fondata nel 1537, divenendo presto il più importante punto di sosta sulla strada tra Cartagena e Quito. Conosciuta come la Ciudad Blanca per via delle sue facciate color gesso, è una delle città più tradizionali della Colombia, con diversi gioielli architettonici, molti dei quali ricostruiti in seguito alla distruzione provocata dal terremoto del 1983.
Famosa in tutto il Paese è la Semana Santa di Popayan, durante la quale migliaia di turisti e fedeli giungono specialmente per le processioni notturne del Giovedi e del Venerdi Santo.
Il Parco di San Augustin: situato nella regione omonima, è ricco di reperti e leggende, ospita centinaia di sculture monolitiche e simboli di una cultura preincaica Mankind, risalente a 4000 anni fa. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, è uno dei siti archeologici più importanti della regione di Cauca e dell’intero Paese. Il Parco comprende il Bosco delle Statue -con 35 statue di diversa origine, dimensione e stile- e la Fonte Cerimoniale dei Lavapiedi, che ha un complesso labirinto di canali ed incavi decorato con figure di animali ed antropomorfe. Infine, il Parco comprende anche le vestigia dell’Alto dei Lavapiedi, sulla cima di una collina da dove si possono osservare varie tombe riparate da una grande statua col tema del “doppio io”.






