Dalla coca all'ecoturismo

La Colombia e le famiglie guardaboschi

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 Dopo aver trascorso anni a coltivare coca, un centinaio di famiglie del Caribe colombiano sono diventate promotrici di ecoturismo.

Celso López è uno dei beneficiari di questa nuova fonte d'ingresso, ma non si vergogna di ammettere che nel passato é stato un coltivatore di coca. Lui come le altre famiglie fanno parte del progetto di Azione Sociale  "Famiglie di Guardaboschi", volto a cambiare le loro vite, promuovendo il potenziale turistico della zona ai bordi del Parco Naturale Tayrona.

Sorridendo, López afferma "Oggi posso dire di essere in grado di contribuire di piú alla pace in Colombia e alla tranquillità della mia famiglia" con il mio lavoro nei punti di informazione sulle montagne della Sierra Nevada di Santa Marta.

Le centodiciotto famiglie di guardaboschi interessate hanno iniziato con lo sradicare le loro piantagioni di coca e da quel momento hanno preso a cuore la difesa dell'ambiente, riuscendo a risparmiare la metà dei fondi assegnati loro dal governo per comprare un appezzamento di terra. E' così che ex produttori di coca hanno acquistato i trecentocinquanta ettari dell'azienda agricola San Raffaele, dove hanno costruito alloggi per ecoturisti. Si tratta di una sorta di bungalow nella foresta, vicino a piantagioni di caffè, banane, cacao e frutteti. Sono anche state allestite delle vasche per la pescicultura.

I bungalow si trovano in mezzo ad esuberanti paesaggi naturali, con un fiume dalle acque cristalline che scorre in un letto di pietre e  percorsi  che si snodano tra prospettive da sogno, boschi tropicali, luoghi  ideali per il bird-watching, il tutto a poca distanza dalle spiagge caraibiche.

"Così preserviamo dalla contaminazione l'acqua e l'ossigeno per le future generazioni" sostiene López, aggiungendo  che questo nuovo lavoro gli  permette di vivere "felice e in modo pacifico" nonostante i guadagni non siano ancora lauti.

Le famiglie del progetto Guardaboschi  hanno creato un "tessuto sociale" aperto  e  determinato un sostanziale "cambio di vita" per centinaia di persone, che alternano con entusiasmo le loro attività principali a quella di guida turistica.

Altre famiglie hanno abbandonato la coltivazione della coca per dedicarsi all'apicoltura; anch'esse parlano di "felicità e tranquillità" sostenendo con gioia che adesso tutte le loro attività sono legali.

Fonte: EFE, 23 ottobre 2009

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