Piante

La Castanhera o noce del Brasile

  Le noci del Brasile sono i semi di un  grande albero sempreverde che può  raggiungere un'altezza di più di 40  metri, con un tronco dal diametro di  quasi 2 metri e mezzo. I frutti, tondi  di un colore bruno scuro, possono  pesare più di un chilo e mezzo, e  assomigliano a delle grandi  noci di    cocco. All’interno ci sono circa 20  semi: il guscio contiene il frutto  biancastro e commestibile. Il primo  riferimento storico risale al 1569,  quando un ufficiale coloniale  spagnolo  raccolse migliaia di questi frutti per le sue truppe stanche ed affamate. I soldati ripresero forze velocemente perché le noci del Brasile sono frutti molto energetici. Il Brasile, il Perú, la Boliva, la Colombia, il Venezuela e la Guiana sono attualmente i paesi produttori piú importanti. Le noci del Brasile sono vendute in guscio, sgusciate e vengono mangiate naturali, tostate, salate, nel gelato, nel cioccolato e nei prodotti dolciari. La castagna è usata anche nella preparazione di cosmetici e medicinali, per curare le persone carenti di minerali, gli anemici e chi soffre di tubercolosi. La castagna favorisce la digestione ed è un eccellente complemento nell’alimentazione dei giovani, soprattutto in realtà come l’Amazzonia dove, a causa delle ingiustizie sociali e della miseria, si convive con la denutrizione, che provoca ritardo mentale, mancanza di crescita.

L'Albero della Gomma

Cresce spontaneo in Amazzonia e può raggiungere i 18 metri di altezza. Lo sfruttamento inizia verso il settimo anno di vita delle piante e dura fino al trentacinquesimo. Il lattice della pianta si estrae praticando delle incisioni diagonali nella corteccia. I primi utilizzi del lattice si devono agli indigeni del Sudamerica, che lo chiamarono "cahuchu",  letteralmente "legno piangente", da cui deriva la parola comunemente usata "caucciù". Gli indigeni hanno utilizzato per lungo tempo questo materiale allo stato puro per impermeabilizzare gli indumenti e per formare attrezzi che richiedessero una notevole elasticità. Da una pianta si ricavano, in media, circa 3 Kg di gomma essiccata all’anno.

L'albero del cacao

  L'albero del cacao è delicato e fragile. Necessita di protezione dal  vento e, nella maggioranza dei casi, di un buon riparo dal sole,  soprattutto nel periodo che va dai due ai quattro anni.
 Una piantina appena nata trova solitamente riparo all'ombra di  banani o palme da cocco. Una volta però cresciuto, l'albero può  vivere anche in pieno sole. L'albero ha un tronco sottile, fogliame  molto decorativo che passa per tutti i toni del rosso, del marrone  e del bronzo. Allo stato spontaneo raggiunge anche i 10 metri,  ma per facilitarne il raccolto, nelle piantagioni è tenuto sui 5/6  metri di altezza. Il frutto grosso come un cetriolo, è simile ad una  bacca di forma ovale lunga fino a 23-24 cm., di colore variabile  dal verde cupo ai toni di rosso, del marrone, del bronzo. Il frutto  del cacao viene aperto con un colpo netto di macete (un bravo  coltivatore è in grado di aprire fino a 500 frutti in un'ora), in grado di fendere il guscio duro come cuoio. L’ albero del cacao era già conosciuto nel 4000 a.C.  nasceva spontaneo nel bacino dell’Orinoco del rio delle Amazzoni.
Dopo numerose ricerche si rileva che gli Olmechi furono quasi per certo i primi a coltivare il cacao. Successivamente i Maya continuarono la coltivazione del cacao.

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