Il problema del consumo di droghe
Gloria Inés De Salvador A.
La prevenzione alla tossicodipendenza è "un processo attivo di implementazione di iniziative tendenti a modificare e migliorare la formazione integrale e la qualità della vita degli individui, fomentando l'autocontrollo individuale e la resistenza collettiva davanti all'offerta di droghe".
La maggior parte dei programmi preventivi sono orientati alla:
- Prevenzione di droghe legali (tabacco e alcool)
- In qualche caso a prevenire il consumo di marijuana
Praticamente nessuno è riferito alle droghe illegali. Questo si deve, a detta di al fatto che durante l'adolescenza le droghe illegali danneggiano poche persone e anche per evitare il fenomeno della contro prevenzione
Il problema principale nel relazionarci con le tossicodipendenze è l'abuso e la dipendenza dall'alcool per i gravi problemi personali e sanitari che arreca, insieme alla dipendenza dalla nicotina per l'alto tasso di mortalità che causa il fumare sigarette.
La prevenzione nella tossicodipendenza si utilizza in modo molto generico, si parla di prevenzione primaria, secondaria e terziaria nel cercare di ridurre l'uso di droghe tra le persone che ancora non le hanno provate e tra quelle che già l'hanno fatto o nelle attività di riduzione dei danni sebbene ancora si parli di prevenzione nell'incidenza sul livello della politica sociale come fosse ridurre la povertà o impedire la nascita di comportamenti devianti.
Gli interventi preventivi si riuniscono in due grandi blocchi:
La riduzione del consumo: denominata come la riduzione della domanda, essa si impianta nelle scuole, nei mezzi di comunicazione, nella famiglia, nel lavoro, etc
La riduzione dell'offerta: con l'intenzione di diminuire la disponibilità della sostanza nel mercato a cui accede il consumatore. È maggiormente associata a provvedimenti di polizia, giuridici, inseguimento dei narcotrafficanti, etc.
Sono da considerarsi tre tipi di prevenzione:
La primaria: interviene prima che sorga il problema, si orienta a prendere misure prima che la persona conusmi droghe, evitando i fattori di rischio e sviluppando fattori protettivi
La secondaria: si orienta sul fatto che se sorgesse un problema con le droghe si potrebbe frenare la sua corsa ed evitare che si converta in un problema più grande
La terziaria: si concentra nel trattamento e riabilitazione della dipendenza da droghe
mentre per la Psicologia della Salute Santacreau, Zaccagnini e Marquéz (1.992)
sono 4 i tipi di prevenzione:
PRIMA: Tutta l'attività, la disposizione o lo strumento, etc, tendono ad informare lo stato della situazione affinchè si possano porre in cima alle priorità atti concreti che riducano il più possibile il danno che si avvicina
SECONDA: L'attività tendente a rimediare alla possibile minaccia o danno che si avvicina e di cui si ha "informazione"
TERZA: Si interviene quando la situazione critica è imminente, in cui appaiono i primi sintomi e si prevengono gli stadi più avanzati di questa malattia
QUARTA: Intervento che si realizza quando il soggetto già soffre o ha sofferto della malattia, andando ad attenuarne gli effetti nocivi. Questo tipo di prevenzione si concentrerà nella "prevenzione di ricadute"
Accettata dall'Istituto Nazionale sull'Abuso di Droghe (NIDA) anche la seguente classificazione.
UNIVERSALE: Si può riferire a tutti gli adolescenti facendo bene a tutti allo stesso modo, comprende prospettive ampie, con esempi meno forti e meno costosi: fomentare le abilità e chiarire i valori
SELETTIVA: Si rivolge ad un gruppo di adolescenti che subisce maggiormente il rischio di essere consumatori rispetto alla media degli adolescenti. Si rivolge a gruppi a rischio
INDICATA: E' più forte e più costosa. Si rivolge a gruppi di consumatori o a coloro che già hanno problemi di comportamento, si rivolge ad individui ad alto tasso di rischio
Molto importante è considerare gli ambiti in cui avviene la prevenzione:
Di maggiore importanza la prevenzione scolastica permette di arrivare a giovani istruiti nell'età di massimo rischio per il consumo si chiamano anche "dimostrazioni accattivanti" ma non tutta la popolazione è scolarizzata né per questo è a rischio.
Ha ottenuto grande rilevanza nell'ambito lavorativo e sebbene più complessa e più difficile la prevenzione comunitaria dalle reti sociali, minoranze attive e comunità locali.
Vengono definiti anche le diverse tipologie di prevenzione:
. SPECIFICA: Quelle realizzazioni che chiaramente, concretamente ed esplicitamente si occupano di influire sull'uso delle droghe
. NON SPECIFICA Si occupa di alterare i consumi indirettamente atraverso programmi o comportamenti affatto connessi in principio con l'uso di droghe
. A-SPECIFICA posteriore alla specifica quando il comportamento di auto-gestione ed autocontrollo è incluso nel repertorio di risposte apprese fino a giungere ad essere un comportamento innato
Autori: Martìn, Becoña, Burgess, Caplan, Gordon 1.987, Glichrist 1.995 e Eggert 1.996, Cafalat






