È importante sottolineare che i comportamenti e i problemi relazionati alla droga, fino agli immaginari e alle rappresentazioni sociali che formano parte della collettività, variano nel tempo e con molta velocità. Per questo è necessario fare un accertamento più o meno sensato su ciò che sta succedendo oggigiorno.
L'uso ed abuso delle droghe, non è più esclusivo di uno strato sociale specifico, né si limita ai centri o alle periferie delle grandi città. Al momento attuale qualsiasi spazio sociale è in imminente pericolo.
Il consumo delle droghe non si spiega esclusivamente con la storia personale, ma è influenzato all'inizio e durante la sua evoluzione dalla configurazione di alcuni specifici mezzi familiari e da alcuni determinati contesti socioculturali ed ambientali.
Oggigiorno, l'uso delle droghe non costituisce un fatto isolato dal resto delle situazioni e dei problemi sociali, ma piuttosto è una espressione del malessere sociale che affligge la nostra società.
Il problema delle droghe è un sintomo tra gli altri delle necessità e delle domande socialmente disattese, è una manifestazione di rottura con la realtà ed anche con la stessa vita.
Per questo, non si può dire che il problema come tale risieda esclusivamente nelle droghe. Far credere che il problema sia così semplice, che la sua causa principale sia la facile disponibilità di droghe e credere che l'unica soluzione sia la repressione del traffico di droga equivale a prendersi in giro e a non voler suddividersi le responsabilità.
Dall'altro lato, è importante sottolineare il ruolo che giocano i cambi di stile di vita, come l'accelerato vivere quotidiano delle grandi città che ha procurato la rottura col mezzo familiare, scolastico, del quartiere e lavorativo.
Obiettivo generale
Conseguire tra i ragazzi una riduzione graduale della domanda di sostanze psicoattive, inscrivendo questa riduzione in una prospettiva educativa di Educazione per la salute. Bisogna pensare che i giovani sono capaci di scegliere, di sperare e di decidere. Bisogna aiutarli a che trovino lo spazio autonomo della loro personale libertà.
Obiettivi specifici:
Promuovere abitudini e migliorare le condizioni di vita per un migliore livello di salute, provvedendo a dar loro alternative tanto di svago quanto di stili di vita salutari.
Risvegliare il senso di responsabilità verso la propria salute.
Ottenere che i bambini e i giovani siano capaci di realizzare un esame critico sulle conseguenze che ha l'uso indebito di sostanze psicoattive attraverso una diffusione di informazione adeguata, differente e pertinente.
Ambito teorico
Tutta la prevenzione prende in considerazione la maggiore informazione possibile su ciò contro cui desideriamo combattere. Nella realtà, le abitudini di consumo sono complesse e difficili da analizzare dal momento che le droghe si consumano mischiate (poli-tossicodipendenza) e in modo generalizzato tra differenti culture, classi sociali, età e sessi (è un costume pandemico). È per questo che tutto ciò che si desidera aiuti, prevenga, educhi, etc, nell'ambito della droga deve avere chiari alcuni concetti che sono quelli che andiamo ad esporre qui di seguito.
Definizioni
1-Farmaco-dipendenza: Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, si definisce come tutto l'impulso irreprimibile sperimentato da un individuo nel consumare un farmaco in modo continuo e periodico, al fine di poter verificare i suoi effetti psichici o per evitare il malessere prodotto dall'interruzione del suo consumo.
2-Farmaco: Sostanza non nutriente, che introdotta nell'organismo vivo ha la capacità di modificare una o più funzioni.
3-Farmaci psicoattivi: Sono farmaci il cui consumo colpisce il sistema nervoso centrale modificando il comportamento dell'individuo.
4-Medicamento: Il farmaco utilizzato con fini terapeutici. Psicoattivo o no.
5- Droga: Sinonimo di medicamento. Oggigiorno allude a farmaci psicoattivi non medicativi, che producono effetti lesivi per la salute.
Concetti in relazione con il consumo di farmaci psicoattivi
1.Uso di Sostanze
È il consumo auto-somministrato di qualsiasi sostanza, realizzato senza relazione o contro le conoscenze mediche o sociali, che può produrre o meno deterioramenti della salute nel momento in cui viene identificato.
L'uso di sostanze può dar luogo a situazioni problematiche, ma questo comportamento si trasformerà in conflittuale in funzione delle caratteristiche che ne circondano l'uso e in funzione delle implicazioni di ciascuna delle sostanze biopsicosociali.
Dentro ciò che consideriamo come "uso di sostanze" possiamo rilevare che esistono due tipi differenti di consumi, vale a dire:
Il Consumo Sperimentale
È proprio di coloro che entrano appena in contatto con la sostanza, nella maggior parte dei casi per via di fattori dipendenti dall'esterno, e il cui uso non prosegue.
Il Consumo Sporadico:
In qualche momento può risultare più pericoloso del consumo in modo più continuato (ad esempio le grandi indigestioni di alcolici).
Si produce una relazione dinamica tra gli spacciatori del consumo, la sostanza, le dosi, la forma di amministrazione, la frequenza, i momenti di consumo, le aspettative d'uso, e l'individuo che ne fa uso in un determinato contesto. Dal momento che questa relazione va a cobrire una rilevanza maggiore nei processi vitali di colui che abitualmente fa consumo di droghe e delle sue relazioni con ciò che lo circonda, i fattori di rischio andranno aumentando e sarà più probabile l'apparizione del problema in relazione a detto uso.
2. Abuso di Sostanze
Esiste un elargitore disadattante del consumo di sostanze manifestato tramite conseguenze diverse significative e ricorrenti relazionate al consumo ripetuto di sostanze, che portano all'incompletezza dei doveri sul lavoro, a scuola o in casa; il consumo ricorrente della sostanza in situazioni in cui farlo è fisicamente pericoloso; problemi legali relazionati alla sostanza; consumo continuato della sostanza a dispetto dell'avere problemi sociali continui o ricorrenti, o problemi interpersonali causati o esacerbati dagli effetti della sostanza.
3. Dipendenza dalle Sostanze
Si può considerare dipendenza quando esiste un impulso da parte della persona di continuare a consumare una o più sostanze nonostante i problemi che tale condotta gli/le può arrecare.
La sostanza viene presa con frequenza in grandi quantità o per un periodo più lungo di quello che inizialmente si pensava di fare; esistono un desiderio persistente o sforzi infruttuosi di controllare od interrompere il consumo della sostanza; si impiega molto tempo in attività connesse all'ottenimento della sostanza, al suo consumo o al recupero dai suoi effetti; si ha la riduzione di importanti attività sociali, lavorative o ricreative a causa del consumo della sostanza; si continua a consumare la sostanza a dispetto dell'avere coscienza dei problemi psicologici o fisici persistenti che insorgono, causati od esacerbati dal consumo della sostanza.
In relazione al concetto di dipendenza possiamo evidenziare a loro volta due tipi di dipendenza:
3.1 La Dipendenza Psicologica
Intesa come una necessità inarrestabile del soggetto di cercare, ottenere e ricominciare il consumo di una sostanza psicoattiva in modo continuato o periodico al fine di ridurre un malessere psicologico o sperimentare un effetto di svago. Il malessere psicologico sopravviene smettendo di consumare la sostanza.
I sintomi più comuni sono: sensazione di angoscia, irritabilità, sensazione di vuoto e mancanza di animosità, etc.
3.2 Dipendenza Fisica
Si fa riferimento alla modifica fisiologica dei neuroni che obbligano l'organismo ad incorporare la sostanza psicoattiva col fine di mantenere uno stato soggettivo di benessere, che scompare con l'interruzione del consumo.
Le sostanze che producono una maggiore dipendenza fisica sono i depressori del Sistema Nervoso Centrale, specialmente l'alcool e gli oppiacei.
I fenomeni che riflettono queste alterazioni ed adattamenti del sistema nervoso sono:
La Sindrome di astinenza:
Corrisponde ai segni e ai sintomi fisici e psicologici derivanti dalla sospensione del consumo di una o più droghe, o che appaiono quando si diminuisce bruscamente la dose che si è abituati a consumare fino a quel momento. I sintomi più comuni sono: ansia, irritabilità, inquietudine, mal di testa, insonnia, calo dell'attenzione, nausee, sudorazione, tachicardìa e a volte convulsioni.
Tolleranza:
È una variazione della rilevanza della risposta al consumo di una droga determinata, per il fatto che la persona percepisce un effetto minore consumando la dose a cui era abituata, e necessita consumarne una più grande di quella abituale per poter sentire i medesimi effetti di prima. Le risposte di ogni individuo vanno ad essere differenti in funzione della sua storia di vita e del consumo.
Classificazione delle droghe
Le proposte di classificazione delle droghe sono state molteplici. Si sono fatte classificazioni basandosi sulla loro origine, se naturale o prodotta in laboratorio. In base al loro status giuridico, se sono state sanzionate o meno, sia il loro consumo che la vendita. Un'altra classificazione è stata realizzata a partire da una prospettiva socioculturale che differenzia tra quelle istituzionalizzate e no, etc.
Attualmente, la classificazione più accettata è basata sull'incidenza che le sostanze anno sul Sistema Nervoso Centrale. I maggiori gruppi sono:
Quelle che aumentano l'attività del Sistema Nervoso Centrale, o stimolanti.
Quelle che diminuiscono l'attività del Sistema Nervoso Centrale, o depressive.
Quelle che distorcono l'attività del Sistema Nervoso Centrale, o allucinogene.
Anfetamine (Benzedrina, Ritalina, Grazilan)
Sono ammine simpaticomimetiche derivanti dall'adrenalina.
Si utilizzano principalmente per via orale tramite tavolette, polvere, liquido e anche anche sotto forma iniettabile. La media degli effetti è di quattro ore, sebbene varii concordemente alle droghe e alla concentrazione del preparato.
Sono state create nuove sostanze derivanti dalle anfetamine e dalle meta-anfetamine, come lo Speed e l'esctasy.
Cocaina
È un alcaloide che si ottiene dalla Erithroxylon coca, un albero originario del Perù e della Bolivia.
Tra i suoi effetti immediati rileviamo: la sensazione di benessere, un aumento della vigilanza e dell'energia, euforia, la sensazione di potere e di avere una maggiore capacità intellettuale, una maggiore aggressività, la sensazione di maggiore potenza sessuale, iperattività e loquacità.
L'uso prolungato causa sovreccitazione, tremiti, insonnia e perdita cronica dell'appetito, allucinazioni terrorizzanti, oppressione intensa, violenza e perdita della potenza sessuale. La bazuca è un derivato della cocaina.
Nicotina
È un alcaloide di origine vegetale, essendo il principale agente stimolante che contiene la sigaretta.
È la prima causa degli attacchi cardiaci nei fumatori cronici. Il catrame e il monossido di carbonio sono i principali ingredienti velenosi causa di differenti malattie polmonari.
Caffeina
È uno stimolante minore che toglie il sonno, aumenta lo stato di allerta e ha discreti effetti sulla pressione arteriosa.
Produce livelli di dipendenza modesti rispetto ad altri psicoattivi. I problemi clinici più importanti collegati all'abuso di caffeina sono l'apparizione di una sintomatologia simile a quella dei disturbi d'ansia e reazioni od attacchi di panico. Si considera che la caffeina possa esacerbare precedenti disturbi di ansia.
2. Depressori del Sistema Nervoso Centrale
2.1 Oppiacei
Sono prodotti derivati direttamente dagli alcaloidi presenti nell'oppio, una resina ottenuta a sua volta dalla pianta "papavero somniferum". Sono narcotici indispensabili per la pratica della medicina, ma ciononostante sono l'agente più nocivo che si conosce per alleviare il dolore intenso. Possono essere somministrati per via orale o intramuscolare, ma come droga di abuso possono anche essere inalati dal naso, fumati o somministrati per vie dirette come in modo sottocutaneo o per endovena.
Questi narcotici hanno l'effetto di produrre la fissazione della pupilla, diminuire l'acutezza visuale e l'attività fisica producendo assopimento, apatia e sonno.
Gli oppiacei sono una delle sostanze che producono maggiore tolleranza, delle quali il dipendente deve somministrarsi dosi progressivamente più grandi per riuscire ad ottenere il medesimo effetto, rinforzando così il consumo compulsivo.
La sindrome di astinenza si caratterizza per l'apparizione di segnali di inquietudine, irritabilità, perdita di appetito, insonnia, piloerezione e tremori. Questi sintomi raggiungeranno la loro massima risposta tra le 48 e le 72 ore, il paziente resterà debilitato e depresso, con nausee e vomito.
Gli oppiacei più conosciuti sono la morfina, l'eroina e il metadone.
2.2 Barbiturici
Sono farmaci sintetici che derivano dalla Malonilùrea, o acido barbiturico.
Sono sedativi del Sistema Nervoso Centrale ed agiscono principalmente nei centri superiori del bulbo rachideo.
In molte occasioni i barbiturici producono paradossalmente nel drogato effetti di stimolo, attivazione e disinibizione, somiglianti a quelli prodotti dall'alcool. I loro effetti durano quattro o più ore a seconda della concentrazione e delle vie di somministrazione (orale o inettati).
In dosi efficaci, riducono la tensione nervosa e muscolare ed aiutano a conciliare il sonno.
L'uso non terapeutico ha effetti differenti a seconda che vengano presi in un contesto tranquillo (sonno ) o eccitante (euforia). Quando si prendono in uno stato di stress o di profondo dolore, possono causare più tensione, nausee e confusione mentale. L'uso prolungato provoca spesso gravi infermità, come l'anemia o l'epatite. Si presentano anche problemi di coordinazione motoria, intorpidimento della parola, disturbi visivi e di percezione, sonno agitato e violenti mal di testa.
2.3 Alcool
Sono le bevande alcoliche quelle che contengono una certa proporzione di alcool etilico o etanolo.
L'alcool è l'unico farmaco potente che produce un'intossicazione socialmente accettabile.
L'uso cronico di alcool produce deficienze nutrizionali per il fatto che rimpiazza le calorie, diminuendo l'appetito.
È la droga più consumata attualmente in Colombia da parte della popolazione in generale, così come è la droga che genera più problemi di qualsiasi tipo nella popolazione (di salute, psicologici, familiari, sociali, economici, etc).
Per quanto riguarda il suo effetto sull'organismo, l'alcool dà luogo ad una diminuzione e ad un rallentamento delle funzioni del Sistema Nervoso Centrale; inoltre, inibendo i meccanismi di controllo produce la falsa sensazione di sostanza stimolante. Presenta un fattore di tolleranza considerevole e la sindrome di astinenza è davvero problematica, poiché necessità spesso di assistenza medica. Negli stadi estremi, l'alcool produce il cosiddetto "delirium tremens", che si ha quando l'ingerimento di alcool è prolungato e abbondante, o è un'abitudine già da diversi anni, che rende la persona irritabile, inquieta, sofferente di tremori e con un persistente sonno pieno di incubi, seguito da sintomi come l'agitazione, le allucinazioni di tipo visivo, auditivo e tattile, la confusione e il disorientamento. Un'altra conseguenza è l'amnesia, le lacune e la perdita di memoria.
Ai problemi fisiologici normalmente precedono problemi importanti di destrutturazione personale e/o sociale; problemi di percezione ed analisi della realtà, aggressività, problemi nella relazione di gruppo e familiare.
Si associa spesso l'alcolismo con la violenza, per via degli omicidi, degli incidenti o dei suicidi, delle malattie epatiche come la cirrosi e la pancreatite, dei problemi di lavoro e del calo di produttività per assenteismo, degli incidenti di lavoro ed incapacità, dell'aumento della domanda di attenzione medica e di altri effetti negativi sull'individuo.
2.4 Tranquillanti
Sono un gruppo di farmaci che hanno come azione farmacologica il controllo dell'ansia, da cui deriva il nome di ansiolitici.
I tranquillizzanti hanno effetti sedativi, alcuni anche di rilassamento muscolare. In dosi basse diminuiscono la tensione senza produrre sonno, che si ottiene invece con dosi maggiori.
I loro effetti variano a seconda del tipo di droga, della concentrazione e dei modi di somministrazione (orale o per iniezione). Il gruppo più rappresentativo dei tranquillanti sono le bezodiacepine, che sono sostanze con effetti ansiolitici a basse dosi, e con effetti sedanti ed ipnotici a dosi alte.
2.5 Inalanti
Sono prodotti sintetici che si ottengono dai derivati del petrolio e degli idrocarburi. Si assorbono rapidamente attraverso i polmoni, assicurando il loro trasporto verso il Sistema Nervoso Centrale, dove si produce una combinazione di depressione ed incoscienza dei riflessi della spina dorsale sufficienti per il rilassamento scheletrico muscolare.
La durata dei loro effetti è generalmente dai 10 minuti a poco più di un'ora. Tali effetti somigliano a quelli prodotti da altre droghe depressive del Sistema Nervoso Centrale, come l'euforia, la sensazione di leggerezza, la disconnessione parziale con l'ambiente, i disturbi di percezione del tempo e dello spazio, la secrezione nasale, gli occhi che lacrimano, la cefalea, la vista sfumata, le vertigini, le allucinazioni visuali, tattili ed auditive.
È una delle droghe di maggiore rischio personale per la perdita di controllo e di coscienza, che può portare ad un sovradosaggio con le conseguenze di una morte per blocco respiratorio o una intossicazione che richiede un trattamento immediato.
3. Droghe Allucinogene
Cannabis
La marijuana e l'hashish sono preparati della pianta chiamata "Cannabis Sativa". La marijuana è composta dalle foglie e dai fiori secchi della pianta. L'hashish è una pasta di resina indurita che si ottiene pestando gli steli, le foglie ed i fiori, mentre l'olio di hashish è ciò che si estrae da questa pasta mediante distillazione. Quest'ultimo è molto più potente dell'hashish, che a sua volta è più forte della marijuana poiché ha una più grande concentrazione di THC (Tetrahidrolo Cannabinol), il principale prodotto attivo della pianta.
Gli effetti immediati sono: sensazione di benessere, tranquillità d'animo, euforia rilassante, ilarità comunicativa, a volte pianto, acutizzazione delle percezioni sensoriali. In dosi più elevate, la marijuana interferisce con la memoria immediata, la concentrazione e la coordinazione motoria, causando stati temporali di confusione. Una dose eccessiva porta all'alterazione della comunicazione orale, a distorcere la percezione del tempo e della distanza, a ritardare i riflessi e produrre illusioni; in alcuni casi estremi si presentano allucinazioni e panico.
Si crede che l'uso prolungato di questa droga possa provocare apatia o perdita di interesse per lo studio, chiamata "sindrome non motivazionale". Sebbene la marijuana non sembri causare dipendenza fisica, può, in cambio, originare una dipendenza psicologica che si traduce nell'incapacità di relazionarsi con la maggior parte della gente quando non si è drogati.
L.S.D. o Dietilamide dell'Acido Lisergico
È un composto realizzato unendo la base nell'acido lisergico, che si trova nel fungo parassitario "claviceps purpurea". Questa droga ha di base un'azione stimolante sul Sistema Nervoso Centrale e per produrre effetti richiede di dosi piccolissime.
Si usa per via orale e generalmente i suoi effetti durano dalle otto alle dodici ore, sebbene spesso si presenti una riapparizione del quadro clinico acuto dopo diversi giorni o mesi da quando è stata ingerita la sostanza.
Mescalina
È l'alcaloide che si trova nei boccioli del cactus peyote o mescal, che è di colore grigio verde, piccolo, carnoso, e senza spine. È assunto per via orale e i suoi effetti persistono per circa 12 ore, sebbene sia stato provato da studi che le sue concentrazioni massime nel cervello si registrano tra i 30 e i 120 minuti.
Psilocibina
Sono funghi allucinogeni che si raccolgono nei terreni paludosi e tra i resti delle canne da zucchero e i pascoli.
La via principale di somministrazione è quella orale, sebbene a volte si preparino soluzioni che si iniettano.
Gli effetti durano generalmente dalle sei alle otto ore e in alcuni casi persistono fino a 12 ore. Detti effetti sono molto simili a quelli prodotti dall'assunzione dell'LSD, ma generalmente meno violenti.
METODOLOGIA
Gli esperti in materia concordano nell'affrontare la problematica del consumo di droghe in termini di prevenzione, distinguendo tre livelli, l'ultimo dei quali costituisce propriamente il trattamento. Qui faremo un breve riferimento ai 3 livelli.
Prevenzione primaria
È quella diretta ai consumatori potenziali.
Si definisce come l'unione di attività tendenti ad evitare l'apparizione del problema.
Le attività base della prevenzione primaria sono la promozione e la protezione della
salute; si vuole identificare ed intervenire su quei fattori di maggiore rischio per ogni
gruppo e per ogni sostanza.
Si distaccano in essa cinque componenti:
Normativa: cerca di limitare l'offerta e la domanda
Informativa: in essa è indispensabile definire a priori le caratteristiche del gruppo ricettore e del tipo di informazione. I programmi informativi, nel loro contenuto, non devono essere trasmessi senza un obiettivo attentamente stabilito.
Educativa: costituisce uno dei pilastri della prevenzione. In questa componente si distaccano vari gruppi, come quello degli educatori, dei genitori, degli scolari e dei leaders cittadini.
Di alternative: è destinata ad alcuni fattori di rischio che possono essere modificati solo introducendo nell'ambiente alternative lavorative, educative, ricreative e culturali che favoriscano la crescita individuale.
Di intervento specifico: va diretta a controllare quei fattori di rischio individuale, familiare e scolastico vulnerabili di consigli, orientamento, tecniche psicologiche, lavoro di gruppo, intervento sulla famiglia e psichiatria.
Prevenzione Secondaria
Diretta a consumatori occasionali, cerca di evitare nel consumatore complicazioni organiche, psichiche, sociali o produttive e di prolungare la sua vita per mezzo della sua detenzione precoce (diagnostica) e dell'attenzione opportuna a livello individuale e familiare. Qui è opportuno classificare il rischio di abuso e sviluppo della dipendenza e agire energeticamente con una squadra interdisciplicaria. Queste attività di base, diagnostiche e di trattamento devono essere adatte, ingrali ed efficaci.
Prevenzione terziaria
Destinata alle persone che hanno sviluppato dipendenza dalla droga. Costituisce propriamente il trattamento, si chiama "prevenzione" in quanto cerca di fermare il deterioramento del consumatore assuefatto evitando al contempo la sua propagazione sociale nel convertirsi anche in fonte di studio ed analisi del problema della tossicodipendenza.
Parallelamente a questi tre livelli di prevenzione basati sul livello di consumo della popolazione a cui va diretta, possiamo parlare di differenti tipi di prevenzione basandoci sulla metodologia utilizzata.
Prevenzione Specifica
Si occupa di informare ed educare sulle droghe attraverso la divulgazione di informazione, l'educazione alla salute e la promozione di stili di vita salutari.
Prevenzione Non specifica
Si riferisce ai processi che appoggiano la maturità dell'individuo (educazione ai valori, affettività, sicurezza, maturità, equilibrio psichico) e al superamento di stadi di necessità fisica.
L'ambito naturale è la famiglia, la scuola, il quartiere, e l'ambiente di svago e tempo libero.
La prima fase di qualsiasi intervento deve basarsi sulla prevenzione primaria. Come tale, deve essere orientata verso i propri figli e giovani, dovendo aumentare in luoghi in cui il minore passa la maggior parte del suo tempo, nel caso concreto del P.M.C. nei dfferenti luoghi in cui ci si occupa dei ragazzi (cortili, alloggi e luoghi di transizione), spazi che suppliscono ai mezzi naturali quali la famiglia e la scuola.
Nell'ambito educativo il lavoro si concentra nel fomentare il rispetto per il proprio corpo e nello sviluppare l'assertività o la capacità di diro no a ciò che non si desidera.
Nei primi anni della scolarizzazione il lavoro si deve concentrare sull'influenza che esercitano le droghe sulla salute, sul benessere sociale, fisico, intellettuale ed emozionale della persona. Questa è la migliore età per sviluppare nei ragazzi attitudini di comprensione, rispetto e apprezzamento del ruolo della salute nella vita. Tali attitudini, si collegheranno più tardi ad una conoscenza della droga più profonda. Evidentemente, non si può trattare lo stesso tipo di informazione con un bambino ed un adolescente, dovendo applicare differenti metodi di lavoro che dipendono dall'età, ragion per cui si va a differenziare tre grandi gruppi di popolazione basati sull'età cronologica, tenendo in conto che sono orientamenti generali che devono variare in relazione all'esperienza di vita di ogni ragazzo e alla relazione che quest'ultimo ha mantenuto con i diversi tipi di sostanze psicoattive.
Con bambini da 3 a 11 anni
Con i bambini d'età tra i 3 e i 7 anni, si dovrà lavorare sulla presa di decisioni, sul potere di dire no guardando in faccia e spesso come sia necessario farlo, senza però introdurre l'argomento della droga. Si utilizzeranno altre situazioni ipotetiche che ruotano intorno al mondo dei bambini di questa età. Con i ragazzi tra i 7 e gli 11 anni si enfatizzerà la tematica della salute. Argomenti come la nutrizione, la pulizia, le abitudini del sonno, il lavoro e lo sport contribuiranno a che il giovane sia più interessato a mantenere un corpo sano che a contaminarlo con altre sostanze.
Direttamente si deve iniziare a lavorare sugli effetti perniciosi delle diverse sostanze, insistendo specialmente sull'alcool e il tabacco. Per questi stadi si raccomanda di lavorare:
Sapendo e comprendendo che le droghe, determinate sostanze casalinghe e i fattori del mondo circostante hanno influenza sulla salute.
Sapendo che si devono prendere decisioni intelligenti e fare scelte che contribuiscano alla buona salute
Riconoscendo che la salute può essere compromessa da diversi fattori a cui ognuno deve stare attento.
Con adolescenti tra gli 11 e i 13 anni
Con i bambini tra gli 11 e 13 anni già si può facilitare un'informazione specifica sulle droghe. Si insegna che la dipendenza dalle droghe è una malattia che può essere curata e che si possono fare giochi ed attività che aiutino ad esprimere i sentimenti facilitando così il dialogo sulla pressione di gruppo e la messa in ridicolo che fortemente caratterizza questa età. Si insegna anche a resistere alle pressioni e a capirsi. Si deve lavorare:
Sapendo che le troghe hanno origini molto diverse e che si utilizzano da molto tempo, dando valore a questo fatto.
Riconoscendo che le droghe, così come le medicine, hanno molti usi, oltre a un grande potenziale di produzione di effetti buoni o cattivi
Sapendo che il cattivo uso di medicine, droghe e altri agenti può avere effetti molto gravi sugli individui
Assumendo in maniera crescente la responsabilità della salute personale
Comprendendo ed apprezzando la relazione che esiste tra le medicine e la salute globale della persona
3. Con giovani tra i 13 e i 18 anni
Con i ragazzi tra i 13 e i 18 anni si appoggia la presa di decisioni responsabili e si continua a lavorare aull'assertività davanti alla pressione di gruppo. Si spiega il rischio maggiore che corrono gli adolescenti figli di dipendenti da alcool e droghe, e si specificano gli effetti nocivi delle sostanze. Come obiettivi si identificano i seguenti:
Comprendere che i modelli di comportamento possono esercitare molta influenza sul presente e sul futuro della salute
Sapere che le droghe si classificano a seconda della loro azione farmacologica
Sapere che alcune droghe ed altre sostanze chimiche possono causare problemi seri, inclusi i danni permanenti, se sono male utilizzate o se si abusa di esse
Capire che le persone abusano delle droghe e le utilizzano per molte ragioni
Comprendere che la salute deve essere custodita per tutta la vita; che bisogna sviluppare atteggiamenti che la proteggano e la preservano.
L'utilizzazione di murales, cura delle notizie, messe in scena, cartelloni, teatri di marionette, mimi, quadri statistici, cruciverba, risoluzione di casi simulati, dibattiti, inchieste e dialoghi simultanei sono alcune delle tecniche utilizzate per trasmettere questi obiettivi.
Non si può parlare degli effetti delle droghe a un bambino di 6 anni, ma gli si può insegnare a dire di no, così come a una ragazzo di 17 anni si deve rispondere a domande specifiche sulle droghe senza paura di corromperlo o indurlo al consumo. Se il giovane ha appreso a rispettare il suo corpo e a non soccombere davanti alla pressione sociale, se conta sull'aiuto per combattere la sua noia e per apprendere abilità sociali e risoluzioni di problemi, il giovane non cadrà nella droga.






