I risultati dello Studio Nazionale del Consumo di Droga in Colombia

I giovanissimi i principali consumatori di droghe

Droga

I risultati dello Studio Nazionale del Consumo di Droga in Colombia, presentati a fine febbraio, sono sconcertanti; a dichiararlo è il Ministro dell’Interno e della Giustizia colombiano, Fabio Valencia Cossio, nel corso della conferenza di presentazione dei risultati dello studio stesso, promosso dal Ministero della Protezione Sociale e Direzione Nazionale degli Stupefacenti.
Questo studio ha visto coinvolta la popolazione tra i 12 e i 65 anni di città con 30.000 o più abitanti; da questi, è stato selezionato un campione di circa 30.000 persone, attraverso la suddivisione del territorio in 27 parti geografiche differenti, per un totale di 7 grandi regioni. L’inchiesta è stata la più grande che si sia mai fatta in America Latina.
Le domande costitutive del questionario hanno riguardato sia le cosiddette “droghe lecite” (come il tabacco o l’alcol), sia quelle illecite (marihuana e cocaina in primis), comprendendo anche domande inerenti alla facilità di accesso alle droghe e se gli intervistati hanno o meno ricevuto offerte per comprare o usare droghe.
Dalle risposte relative alle droghe illecite, è risultato che il 9,1% della popolazione intervistata ha fatto uso di sostanze illecite almeno una volta nella vita, con risposte affermative in tal senso concentrate nel 14.4% degli uomini e nel 4.5% delle donne.
Il 2.7% di loro ha inoltre ammesso di aver fatto uso di sostanze illecite nell’ultimo anno, di nuovo con una prevalenza degli uomini (il 4.5%) rispetto alle donne (l’1.2%); il dato allarmante è che tra chi ha consumato nell’ultimo anno delle droghe illecite, c’è una maggioranza di giovani tra i 12 e i 34 anni, con una concentrazione nella fascia dei giovani tra i 18 e i 24 anni del 6%, seguiti dalla fascia 15-34 anni con il 3.9% e dagli adolescenti tra i 12 e i 17 anni con il 3.4%.
Come nella maggior parte dei Paesi del mondo occidentale, sembra essere la marihuana la droga illecitata più consumata in Colombia; per quanto riguarda la frequenza del suo consumo nel corso della vita, l’8 % degli intervistati ha dichirato di aver assunto questa droga almeno una volta, con una risposta affermativa maggiore tra gli uomini (il 13%). A consumare prevalentemente marihuana, inoltre, sono i giovani tra i 18 e i 25 anni (il 5%), seguiti da quelli tra i 26 e i 34 anni (il 3.2%) e dagli adolescenti tra i 12 e i 17 anni (il 2.7%).
Il 72% degli intervistati, inoltre, percepisce il rischio dell’assunzione una o due volte a settimana di marihuana (e tra essi, più consapevolezza la hanno le donne, con il 76%), con un aumento di tale percentuale nell’ipotesi di un’assunzione più frequente; è da rilevare, però, che la fascia meno consapevole dei rischi dell’assunzione di mariuhana sia quella dei giovani tra i 18 e i 25 anni, che tuttavia risultano essere anche i maggiori consumatori di questa droga.
Tra i 250.000 intervistati considerati “dipendenti” dalla mariuhana (il 57% del totale dei consumatori), la maggior parte sono uomini (circa 200.000), il che fa dedurre che il 2.2% della popolazione maschile del Paese sia un consumatore abituale o “dipendente” di mariuhana.
L’accesso alla mariuhana sembra essere un problema rilevante per la Colombia, poiché il 48% degli intervistati considera “facile” procurarsi questa droga; i giovani tra i 18 e i 24, ma specialmente quelli tra i 12 e i 17 (ben il 44%) sono coloro che ritengono “semplice” procurasela e che (il 13%) hanno rivelato di esser stati contattati nell’ultimo anno sia per consumarla che per spacciarla.
Per quanto riguarda la cocaina, il 2.5% della popolazione ammette di averne fatto uso almeno una volta nella vita, con una maggiore concentrazione degli uomini (il 4.2% a fronte dell’1% delle donne), il che significa che 140.000 persone -lo 0.7% della popolazione- ha consumato cocaina negli ultimi 12 mesi.
A consumare maggiormente cocaina sono i giovani tra i 25 e i 34 anni (l’1.4%), seguiti dai giovani tra i 18 e i 25 (l’1.2%); entrambe le categorie di età rappresentano il 70% del totale dei consumatori nazionali.
Tra coloro che hanno ammesso di avere fatto uso di cocaina nell’ultimo anno, il 60% di essi sono classificabili come “dipendenti”, circa cioè 85.000 persone, che equivale allo 0.4% della popolazione totale del Paese; sebbene la percezione del rischio davanti al consumo di cocaina sia abbastanza elevata (l’83% ritiene rischioso assumere una o due volte questa sostanza), di nuovo però è la popolazione più giovane a percepire di meno tale pericolo.
In termini di facilità di accesso, il 28% della popolazione ritiene sia “semplice” procurarsi la cocaina, con una maggiore consapevolezza di ciò tra gli uomini (il 33.5%) e nella fascia tra i 18 e i 44 anni.
Per quanto riguarda le altre droghe, il basuco (il residuo che rimane dall’estrazione della cocaina base, tra le droghe più mortalmente pericolose) è stato assunto almeno una volta nella vita dall’1.1% degli intervistati e negli ultimi mesi solo dallo 0.2%, mentre l’ecstasy dallo 0.9% almeno una volta nella vita e dallo 0.3% nell’ultimo anno.
La consapevolezza del rischio di assunzione di ecstasy è, invece, molto elevata, pari all’83%, in relazione al suo uso una o due volte al mese, mentre diventa del 90% nel caso di tre o quattro volte al mese. Procurarsi l’ecstasy sembra essere molto meno facile rispetto alle altre droghe (solo il 20% della popolazione ha dichiarato di poterla trovare facilmente), ma con una maggiore concentrazione di risposte positive da parte dei giovani tra i 18 e i 34 anni (quasi il 25%).
Oltre alla presentazione di questa inchiesta, è stata anche delinata la situazione della Colombia nel contesto sudamericano, in merito al consumo di droghe; dai risultati comparativi, la Colombia sembra essere in una posizione intermedia rispetto agli altri Paesi sudamericani, presentando dati simili a quelli della Bolivia, superiori a quelli di Ecuador e Perù, ma a volte inferiori di quelli di Argentina, Cile ed Uruguay.
In conclusione della presentazione dei dati dello Studio, il Ministro Valencia Cossio ha ribadito la volontà e l’impegno alla lotta alla droga, da assumersi sia come rappresentante istituzionale, sia come privato cittadino. Ha, dunque, anticipato che il Governo Nazionale presenterà al Congresso della Repubblica un progetto per concordare azioni statali finalizzate all’eliminazione della dose minima, che a quanto risulta dall’indagine fatta -e come del resto ha anche dichiarato il Presidente Uribe- sembra essere diventata la dose “base” e “legale” per la vendita ed assunzione di mariuhana e cocaina.

Cristina Loizzo

Fonte: Ministero della Protezione Sociale della Colombia e Direzione Nazionale degli Stupefacenti

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