MILANO:

CHIUSI LOCALI DEI VIP, ALL’INTERNO SI FACEVA USO DI COCAINA

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Mazzette e droga. La cocaina, le belle donne, i locali dei vip, le tangenti per ottenere licenze, i festini usati per corrompere i funzionari pubblici e un giro d'affari di milioni di euro. È quanto emerso dall'inchiesta milanese del pm Frank Di Maio e del procuratore aggiunto Alfredo Robledo, che ha portato alla chiusura di due dei locali più famosi della capitale meneghina: l'Hollywood e il The Club. Le due discoteche, frequentate dal mondo del jet set internazionale, negli ultimi anni sono state più volte chiamate a rispondere di fronte alla legge di ciò che succedeva nei bagni o nei privé, dove, la cocaina servita sui tavoli  insieme allo champagne attirava starlette in cerca di fama, desiderose di farsi fotografare con calciatori, star, imprenditori. Ma non solo. Molti festini erano organizzati per corrompere i dipendenti della pubblica amministrazione con lo scopo di avere agevolazioni sui permessi per l'apertura, e per fargli ‘chiudere un occhio' sui controlli. Nell'ordinanza risulta che il consumo di droga nei due locali, era considerato normale e favorito dai controlli degli addetti alla vigilanza. Un consumo non solo tollerato dai gestori, ma anche sostenuto da vari espedienti, quale la creazione di spazi riservati a tale finalità. Cinque persone sono finite agli arresti domiciliari, mentre altre 19 sono indagate.

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