Missione Roma

Vita senza droga si è unita al Nat Geo, che in collaborazione con il Comune di Roma, la Onlus "Insieme per l'Aniene" e LifeGate realizzerà un Parco Pubblico nella Riserva Naturale Valle Dell'Aniene.

Vita senza droga si è associata al progetto e promuoverà nell'ambito dei Mondiali di nuoto di Roma una campagna donazione per contribuire alla ripiantumazione del parco.

Vieni  a trovarci a Roma 09 - Mondiali di nuoto di Roma dal 17/ 07/2009 al 2/08/2009 -  potrai conoscere meglio il nostro progetto, assaporare l'atmosfera di un incredibile evento sportivo ma soprattutto potrai contribuire a donare alla tua città, un albero. Contributo minimo 8 €.

Tutti i donatori verranno prontamente informati su vitasenzadroga.com della cifra raccolta e nel mese di novembre 2009, quando comincerà l'opera di rimboscamento, vi comunicheremo quali e quanti alberi avremo insieme contribuito a piantare.

Riserva Naturale Valle dell’Aniene

Progetto di massima di forestazione

Il progetto si propone di ricostituire e rinforzare la cintura di vegetazione delle aree limitrofe al fiume Aniene, nel tratto urbano del fiume, all’interno del territorio della Riserva Naturale Valle dell’Aniene. Il fiume Aniene ed i territori non edificati che lo circondano rappresentano un corridoio naturale fondamentale per il mantenimento della ricca biodiversità faunistica e vegetazionale della città di Roma, rappresentando un collegamento tra aree esterne ed interne alla città che altrimenti sarebbero completamente separate.
La Riserva naturale Valle dell’Aniene si estende per 620 dal punto in cui il fiume incontra il G.R.A. e la confluenza dell’Aniene nel Tevere, tra due grandi arterie stradali come via Nomentana e via Tiburtina e attraversa e lambisce i territori dei quartieri di Roma Salario, Trieste, Monte Sacro, Tiburtino, Pietralata, Collatino, Ponte Mammolo e San Basilio (municipi II, IV e V).

Il completamento della fascia verde realizzerebbe molteplici obiettivi, quali:

  • contribuire all’abbattimento della CO2 presente in atmosfera
  • creare aree ad elevata naturalità con buone funzioni ecologiche
  • migliorare il valore paesaggistico ed estetico-ricreativo dell’area
  • creare aree utilizzabili a fini didattico-educativi

Le essenze vegetali scelte per l’intervento, individuate tra quelle tipiche della fascia vegetazionale in cui l’area ricade, sono state scelte tra quelle più idonee ad essere introdotte nell’ambiente della Riserva e a garantire la maggior probabilità di attecchimento.

In particolare, nella Riserva sono presenti situazioni microclimatiche ed edafiche estreme, che vanno dalle aree rilevate e le scarpate con spiccata aridità estiva, terreni di riporto e suolo poco sviluppato, ad aree di esondazione temporaneamente sommerse e zone paludose di tipo permanente con suoli profondi, ricchi di sostanza organica, tendenzialmente acidi.
La scelta delle essenze vegetali, arboree ed arbustive, è ricaduta su specie di spiccata rusticità, autoctone o di antica naturalizzazione, talune anche caratteristiche dell’area (p.es. mandorlo), che contribuiscano ad arricchire l’ecosistema in termini di relazioni con la componente faunistica locale ed abbiano anche interesse dal punto di vista estetico e didattico-educativo. L’intervento prevede il mantenimento della vegetazione preesistente nelle diverse aree.
Gli interventi saranno localizzati in un’area situata all’interno dell’area protetta, in prossimità dell’ingresso di via Michelangelo Tilli (zona Monte Sacro), e le caratteristiche  sono riassunte nella scheda che segue.

AREA D’INTERVENTO “via Tilli”

Estensione: 2,5 ha ca.
Oggetto: completamento della copertura vegetale in un’area ex-agricola e di pascolo limitrofa all’area edificata in corrispondenza di uno degli accessi principali all’area protetta
Localizzazione: zona collinare prospiciente l’ingresso di via M.Tilli ed adiacente i resti della villa romana; scarpata di raccordo tra via M.Tilli e la sottostante pianura alluvionale ed aree di scarpata limitrofe
Obiettivi specifici: ricostituire la copertura vegetale nell’area sommitale la collina di via M.Tilli; creare in corrispondenza di un sito idoneo (scarpata) un’area con essenze tipiche della macchia mediterranea
Essenze idonee:
aree sommitali: alberi: leccio (Quercus ilex), acero campestre (Acer campestre), bagolaro (Celtis australis), mandorlo (Prunus dulcis), albero di Giuda (Cercis siliquastrum); arbusti: viburno tino (Viburnus tinus), biancospino (Crataegus spp) (h. 0,60-0,80 m)
area di scarpata: leccio (Quercus ilex) a cespuglio (h 0,80-1,00 m), ginestra (Spartium junceum) (h 0,60-0,80 cm), lentisco (Pistacia lentiscus), cisto (Cistus creticus), corbezzolo (Arbutus unedo), alaterno (Rhamnus alaternus), fillirea (Phyllirea angustifolia) tutti di h. 0,40-0,60 m ca.
Disposizione: a macchie composte da essenze diverse a simulare, quanto più possibile, una distribuzione naturale
Numero complessivo: 1000 esemplari

Area d’intervento

L’intervento nell’area prevede l’impianto complessivo di 1000 nuovi esemplari di giovane età, di piccole e  medie dimensioni, arborei (il 25% circa) ed arbustivi, su una superficie complessiva di 2,5 ha circa.
In fase di messa a dimora si applicheranno specifici accorgimenti agronomici per massimizzare la probabilità di attecchimento e di sopravvivenza degli esemplari, in particolare in fase d’impianto si procederà a:

  • scavo di buche minimo 40x40x40 cm per le essenze di minori dimensioni (piccoli arbusti) e proporzionalmente più grandi (70x70x60 cm ca.) per le essenze di maggior dimensione
  • disposizione di uno strato drenante di 15 cm ca. alla base della buca (argilla espansa, ghiaia o simili)
  • inserire concime a lenta cessione nella buca, adatto per le specie legnose d’impianto
  • colmamento delle buche con terriccio sciolto
  • lasciare un’area depressa (conca di 5-7 cm dal p.c.) intorno alle essenze piantate sulle scarpate allo scopo di favorire il permanere dell’acqua piovana e la successiva infiltrazione
  • applicazione di tutori per le essenze arboree
  • pacciamatura localizzata in fibra vegetale da disporre al piede delle piante per ridurre l’evaporazione del suolo e contenere lo sviluppo delle erbe nel primo periodo di crescita
  • applicazioni di reti o schermature di opportuna altezza per proteggere le giovani essenze dal pascolo o, in alternativa, istallare una recinzione di protezione dal pascolo all’intera area

Si consiglia di eseguire l’impianto a fine estate-inizio autunno, in previsione delle piogge autunnali, in modo da minimizzare lo stress idrico per le giovani piante nel periodo immediatamente successivo all’impianto e di prevedere annaffiature periodiche nella prima estate successiva all’impianto.
Rinfoltimenti delle essenze andate perse (10-15% in media) e cure colturali (eliminazione selettiva della vegetazione infestante, dissodamento delle zolle intorno all’impianto ecc.) dovranno essere effettuate almeno nei primi 2 anni successivi all’impianto. A tale scopo si dovrà provvedere a conservare una parte delle essenze (90 ca.)  per sostituire gli esemplari che non abbiano attecchito ad una anno dall’impianto.

Roma, 21 aprile 2009

Il Presidente
Giuseppe Enrico Taviani, Associazione per l'Aniene Onlus

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